IN SARDEGNA SIATE I BENVENUTI.

Quante scelte può fare una persona che ha la necessità di un po’ di temperatura al di sopra dei 10 gradi?

ALGHERO, ad Alghero e possibile trovare appartamenti, a prezzi accessibili, in bassa stagione, cosa importante per rilassarsi in una città dove è possibile trovare tranquillità, dopo il via vai, del periodo estivo. 

ALGHERO è una città che ha delle opportunità, per far rilassare le persone, solo visitando le mura del periodo medievale, nel centro storico, all’interno, con le sue strade pavimentate con ciottoli fra viuzze strette si possono incontrare persone che parlano una lingua arrivata dalla Catalogna, una variante del catalano ancora oggi parlata da un quarto della popolazione.

In alcune case si possono vedere delle pietre scolpite con le effige di famiglie arrivate dalla Catalogna, fra il 1353 ed il 1400, circa.

Con il passare del tempo mura e cinta muraria venne modificata, come tutte le città in Sardegna.

ALGHERO ha un ottima cucina sia casalinga, che in ristorazione, con dei piatti prettamente locali dal pesce o carne al dolce, tutto sta nel essere indirizzati bene, al fine di trovarsi scontenti riguardo al cibo.

C’è pure la possibilità di fare qualche uscita in barca, per una pescata con la lenza, per poi mangiare il pescato, con la possibilità di cucinarlo in appartamento, dove si risiede.

ALGHERO ha un ospedale, un porto ed un aeroporto, non male per una città di 45.000 abitanti, non tanto grande non tanto piccola, ecco perché si può passare dei giorni come turista in una città tranquilla senza tanto traffico, da considerare che intorno ci sono dei paesi piccoli, con delle caratteristiche della cultura Sarda, dai murales, affreschi inerenti alla cucina locale, e tutto una sorpresa alle volte anche per noi che viviamo stanzialmente ad ALGHERO.

In Sardegna Siate i benvenuti.

Salvatore Serra

Madre Teresa

Madre Teresa, una donna piccolina, con la sua dolcezza ha realizzato una grande opera, fare del bene alle persone povere, come, con chi gli elargiva qualche soldo, che lei riportava in un quaderno che teneva con sé, aiutava tutti, qualsiasi religione di appartenenza, indistintamente, quel lato caritatevole, faceva sì che chiunque la aiutasse, una piccola signora che apriva tutte le porte, e tutti i capi di stato le portavano rispetto, da quello che vola per aria, si dice che era una suora donna credente cristiana infaticabile, organizzatrice, e calcolatrice, a mio parere, perché una persona che contro qualsiasi tipo di violenza, è portata ad aiutare il prossimo, ha una forza interiore superiore ad un onda anomala, si quel anomalia che portò i capi di stato anche quelli che non avevano rapporti fra di loro, per svariati motivi, a stare al suo cospetto, é assurdo, pare che quel giorno vi fu una tregua mondiale, una piccola donna che riuscì anche da morta a far capire che con piccole iniziative, si possono raggiungere gli scopi, anche questo quadro benché non raffiguri l’immagine di MADRE TERESA, fa capire che si è scomparsa, ma sempre presente, ovunque nel mondo, ora può sembrare un assurdità, la domanda è chi non conosce MADRE TERESA, a voi la risposta. Salvatore Serra

ALGHERO È UNA CITTÀ CHE VALE LA PENA VISITARE!

ALGHERO è una città che vale la pena visitare, PERCHÉ, oltre ai costumi, la bellezza delle sue torri e della cinta muraria, che per millenni protetta dagli attacchi delle navi straniere, oggi svolge il ruolo di una pittoresca cartolina.

Visibile dal mare e dalla terra, con la sua maestosità, la città è riuscita a conservare anche prelibatezze culinarie, a cominciare dal solito piatto di spaghetti conditi con arsele, aglio, capperi, olive, un po’ di vino e un po’ di pomodoro e prezzemolo.

Certo un primo piatto di oggi molto condito, per chi è abituato allo spuntino veloce, potrebbe bastare fuggire verso nord e visitare la meravigliosa spiaggia di Porto Ferro.

Questo è un altro posto dove puoi trascorrere mezza giornata sdraiati al sole. La temperatura in Sardegna in estate alle tre del pomeriggio può raggiungere anche i 35°.

La brezza pomeridiana non è così calda, gli effetti si fanno sentire la sera a meno che non si prendano precauzioni e si metta la protezione solare.

Le scottature capita pure a chi vive  stanzialmente ad Alghero.

Poco distante dalla spiaggia di Porto Ferro, dopo aver preso il sole, si può visitare il Lago di Baraz – l’unico lago naturale del nord-ovest della Sardegna.

Per concludere piacevolmente la serata sulla via del ritorno ad Alghero, si allunga leggermente la strada, ma si ha la possibilità di vedere un’altra torre all’interno di Porto Conte, una torre di avvistamento realizzata nel periodo della dominazione spagnola.

Una feroce battaglia navale ebbe luogo nel Golfo di Porto Conte nel 1350, in cui molti artisti trovano ispirazione per dipingere sulla via del ritorno ad Alghero.

Gli appassionati di fotografia possono fotografare splendidi tramonti, sicuramente indimenticabili per chi viene ad Alghero in Sardegna come turista.

La sera, se cercate un buon ristorante, potrete gustare un’ottima porzione di calamari appena pescati e un dolce alla frutta con del mirto, bevanda a base di estratto delle bache del mirto, pianta molto fiorente nei dintorni di Alghero.

Alla prossima puntata.

Salvatore Serra

Alghero – la città del gusto

Alghero, capita di incontrare persone e passeggiare, mentre si chiacchera vengono a galla realtà in ombra, si parla di caffè, mi vengono alla mente i ricordi a casa di mia nonna, quando miei zii, rientravano a casa da naviganti, e portavano il caffè ancora chiaro da tostare, lo si tostava a casa si accendeva il fuoco e si versava il caffè in una grande padella, mentre il caffè prendeva colore, lo si girava con un mestolo in legno, nel frattempo si assaggiava, croccante e amarognolo, un chicco tira l’altro, certo non è una miscela, come si fa oggi, fra una chiacchera e l’altra, si ritorna molto indietro nel tempo. 

In pratica il caffè era già conosciuto anticamente, veniva bevuto dalle famiglie agiate stiamo parlando del 1300 – 1400, in su, non esisteva zucchero raffinato come quello odierno, si usava il miele, il motivo perché pochi sono gli scritti o le scritture sul caffè e proprio perché veniva bevuto solo da un ceto agiato, riportiamo il discorso su Alghero, creare una torrefazione da zero e un operazione difficile, ma non impossibile, miscelare il caffè per consumo giornaliero all’interno delle famiglie, non è una missione impossibile, rimane il fatto che con il caffè bisogna accontentare tutti i palati, i gusti, i sensi, riportando indietro i ricordi il caffè che tostava mia nonna era un ottimo caffè, ne sento ancora il gusto, oggi sono pochissime le miscele che riesco ad assaporare, tenendo alto quel retrogusto, amarognolo piacevole, dirò sempre che il caffè che tostava mia nonna era il migliore, sempre passeggiando lungo la muraglia di Alghero, con la persona che mi accompagna nella passeggiata, mi rivela che forse ad Alghero esiste una torrefazione, non ricorda dove ma esiste, certo è un miraggio, da mia nonna con la padella alla modernizzazione, una cosa è chiara quelle capre che nell’antichità fecero scoprire il caffè ad un pastore, hanno fatto fare tanta strada al caffè, che si è bevuto all’inizio solo nelle case agiate oggi bevanda comune, con varianti e gusti diversi a seconda della parte del globo dove si trovi una persona, ad Alghero gustare un buon caffè davanti al mare, su una terrazza di un appartamento vista mare ha un aroma particolare. Ad Alghero.

Salvatore Serra

lu ribell

Piccola nota linguistica introduttiva:

Lu Ribell= tegame in terracotta dove veniva fatto l’ impasto per il pane, dolci ecc.

Oggi, mentre passeggiavo per Alghero, in via Leonardo Da Vinci, ho visto in una vetrina scritto Lu Ribell: la curiosità di questa antica parola Catalana come una calamita mi ha attirato verso la vetrina, dove esposti vi sono dei taglieri artigianali di varie forme, come quella della Sardegna accompagnata da altre sagome. Visto il mio interesse il gestore mi ha invitato ad entrare: il locale si presenta bene, con salone accogliente e finemente adornato con bottiglie di vino, tavolini e sedie per le degustazioni di prodotti tipici della Sardegna. Ritorniamo però sui taglieri e sulle sculture in legno, lì andava la mia curiosità, e chiesi di chi fosse la mano dietro le opere; la risposta: di mio zio, Virginio Sanna, di Bosa. Bosa con la sua trachite e i suoi scalpellini è abbastanza conosciuta, ha avuto ed ha ottimi artigiani, fra l’altro è l’unico paese in Sardegna ad avere un fiume navigabile per sette chilometri. Ribell, di varie grandezze, la parte esterna rugosa in colore della terra, quella interna lucida smaltata in maniera che l’impasto non si appiccicasse, lo smalto della parte interna aveva due colorazioni color terra o verde con vari puntini neri (pintirinat). Nei tempi odierni riempire un catino ( Lu Ribell ), con dei prodotti tipici Sardi per poi regalarlo, sarebbe come donare un pezzo del passato in chiave moderna, tutto sta nella fantasia di chi vuol fare bella figura, con un pezzo di Alghero. Le escursioni si possono fare all’interno di Alghero a piedi o a cavallo in cerca di novità.

Pista senza pietre-un forno sotto terra

Mentre preparavamo la pista fra gli ulivi, abbiamo trovato delle pietre che affioravano, avrebbero dato fastidio per il collaudo ed ai cavalli lanciati al galoppo, il problema era come estrarle visto che anni a dietro anche con un escavatore non riuscimmo a muoverle, l’idea affioro in un momento di disperazione visto che anche con la mazza non si riusciva a scalfirle, scavammo attorno ai massi spostando la terra, ad una profondità di circa 30 cm. tutto attorno riempito di legna e dato fuoco, lasciando bruciare la legna e coprendo la brace con una lamiera, l’indomani spostando la cenere, ed a colpi di mazza il masso cominciava a spaccarsi, così ripetendo l’operazione per un po di volte abbiamo eliminato gli ostacoli ( i massi ), ricoprendo tutto con la terra in modo da far ricrescere l’erba, tutta la pista per circa 400 metri e tutta ricoperta di un manto verde. Visto che quando scavavamo, il masso rimaneva caldo per un bel po di tempo al punto di non poterlo toccare, ci balenò un altra idea, quella usata molte volte in Sardegna per la cottura dei maialetti sotto terra, bene abbiamo cominciato a scavare ed abbiamo fatto un buco il tanto di metterci un maialetto, recuperato delle pietre e costruito un piano sul fondo della buca, il problema era il collaudo, non potevamo cucinare un maialetto per due persone, sarebbe stato eccessivo, chiamati un po di amici una galoppata sulla pista allenando i cavalli per corse all’anello, e tutti a pranzo, non solo il collaudo della pista fra di noi ma anche il collaudo del forno sotto terra per cucinare la carne, che fra il mirto ed altre spezie era una delizia, nell’attesa con una griglia si preparava un arrosto di gamberoni,come antipasto. I cavalieri Calvia Salvatore detto Savarò e Caneo Roberto, hanno dimostrato di riuscire e mantenere i cavalli lanciati al galoppo all’interno della pista, come avevano già dimostrato a Settembre di due anni fa a Bosa, dove a partecipato anche Cosimo Guillot.

Santuario di Valverde Alghero Domenica in Albis 2015

Come ogni anno la Domenica in Albis viene aperta anche con i cavalli, per visitare il Santuario della chiesa di Valverde(Baluilde) ad Alghero, un po la passione per i cavalli e d’altra parte la devozione dei fedeli, da molto tempo si era persa l’usanza di fare la strada a cavallo, con la meccanizzazione fra  autobus e macchine le persone non vanno più neanche a piedi come era consuetudine ogni anno, riprendendo le tradizioni si vuole incentivare le persone ad un ritorno ai tempi passati. Giorni prima cominciano i preparativi, per gli accordi, orari per la partenza, in modo non venga creata una processione, affinché il traffico per le auto sia scorrevole, nel tragitto si conversa con chi sta a fianco, mantenendo i cavalli al passo, nel fra tempo passano gli autobus automobili, e si notano le persone della banda musicale le autorità municipali, sindaco,assessori,consiglieri vigili urbani e i corpi dello stato, che devono presenziare in uniforme, a noi rimane il pensiero che all’arrivo dobbiamo trovare il sistema di parcheggiare, si perché se è una giornata serena e con il sole si pranza all’aperto, capita che dei cavalieri passino da qualche ippovia arrivando da Putifigari, Villanova Monte Leone, ittiri, quest’anno a sorpresa il Santuario e abitato dai Frati Cappuccini, con i cavalli siamo entrati davanti alla porta della chiesa per il saluto, con lo stupore di molte persone. Il prossimo appuntamento al Santuari di Valverde -Alghero- e per il 03 Maggio 2015.

Trekking e pranzo Alghero

Nel periodo di carnevale dopo una bella e salutare passeggiata a cavallo, ci sta bene un buon pranzo con  primo carne del buon pane salsiccia e bevande. Una bella escursione all’interno dell’ippovia da Punta Moro, passando da Surigheddu per arrivare a scala mala e rientrare, tutto su strada bianca e sentieri, qualche cancello da aprire e chiudere, sentieri che da anni venivano percorsi con greggi di pecore e capre, oggi con la modernità anche le pecore e le capre vengono trasportate con mezzi gommati, anche per loro si e velocizzato il tempo. Al rientro si staziona sotto alberi di olivo mentre si attende il pranzo, nel fra tempo qualche temerario lancia al galoppo il suo cavallo su una pista di 400 mt. fra gli ulivi, mentre il pubblico lo segue con lo sguardo, tentando di infilare l’anello appeso fra due alberi, ce chi riesce  e chi fa cilecca non e da tutti centrare un anello al galoppo, i gruppi si dividono in tifosi che scherzosamente si fanno delle battute, il risultato ? tutti a tavola per il pranzo, e scaldarsi, durante il pranzo i nostri giudici di gara scelti nel gruppo danno i giudizi, si giudizi perché non esistono premi, il tutto e fra amici. Nel pomeriggio si decide di riprovare, se il foro dell’anello si e allargato dopo il pranzo, alcuni riescono a centrarlo, contenti fanno ballare il cavallo che asseconda il cavaliere, alcuni cavalli dalla troppa foga chiedono gentilmente al cavaliere di scendere. Al termine della giornata si caricano i cavalli nel van e tutti a casa ed alla prossima.

 

 

 

La disfatta dei Ricci (Bogamarì)

Si parlava continuamente di ricci, ed ad Alghero di ricci era pieno, talmente tanti che bisognava stare attenti nel camminare sul bagnasciuga, a tal punto che alle volte era quasi impossibile entrare in acqua in certi punti della costa. Un giorno venne una ottima idea all’ex all’azienda di soggiorno e turismo ad Alghero ( la sagra del riccio ), di fatti in aula consiliare aperta al pubblico, vi fu un ampia discussione, fu fatto notare da Serra Salvatore che esisteva una normativa regionale in Sardegna,che vincolava la pesca dei ricci e tuttora vincola la pesca dei ricci con numeri ben precisi, per i pescatori professionisti,1000 se il pescatore e solo, 2000 se il pescatore ha un imbarcato a bordo, e 50 ricci per chi e sprovvisto di licenza, immaginate contare i ricci in acqua e poi passarli al marinaio, nel fra tempo in quel periodo 1998 anche a Cagliari si vendevano i ricci sia nel quartiere di S.Michele ed anche nel quartiere di S.Elia e Giorgino. Bene vi fu un ampia discussione anche con gli amministratori del periodo, ed anche con i ristoratori locali. Alla fine si procedette con coraggio ad indire la sagra del riccio anche ad Alghero, si con coraggio a tal punto che i manifesti furono appesi anche all’interno dell’aeroporto, e poi staccati dalle autorità aeroportuali. Nello stesso periodo si organizzava il carnevale finalizzato al periodo del 1600 vi fu un afflusso di pubblico,  30.000 spettatori, arrivati dai paesi vicini tale fu la volontà dell’azienda di soggiorno e turismo e gli organizzatori gli stessi organizzatori -SERIO-COSTANTINO-SERRA-TARTAGLIONE-MASALA-PAIS-ANGIUS-, Piazza Civica piena. Perché si vuole ricordare Piazza Civica piena, anche la sagra del riccio si intendeva  crearla in via Garibaldi sul porto come ogni anno, dove i pescatori esponevano i ricci,  i degustatori arrivavano con le loro focacce e il vino, mangiando all’aperto come una grande festa quella era una grande sagra, che si ripeteva ogni domenica nel periodo della pesca del riccio, questo non avvenne. Il punto oggi, i ricci non si trovano più sul bagnasciuga, i ricci non sono più grossi come quelli di molti anni a dietro (anni 70), morale per creare e far crescere un riccio ci vogliono 6 anni.

Da Alghero a Maristella

Alle volte con delle belle giornate e possibile fare un escursione a cavallo, partendo da Alghero passando per Fertilia, entrando dentro il parco affiancando la pista ciclabile che va verso Porto Conte si arriva a Maristella. Nel tragitto e possibile incontrare dei cinghiali che tranquillamente attraversano senza paura, tanta e l’abitudine di incontrare l’uomo, attraversata la strada asfaltata si arriva alla spiaggia del Tramariglio, si può osservare il golfo di Alghero, e sostare per prendere un caffè e un po di riposo per i cavalli, dalla spiaggia del Tramariglio si prosegue per La borgata di Maristella,dove la si attraversa e per salire su Monte Pedrosu, strada non asfaltata con molte pietre per arrivare in cima dove vi sono delle vecchie casermette del periodo anni 40, usate dai militari, al rientro verso la borgata di Maristella si passa in una strada asfaltata, parallela alla recinzione del parco di porto conte dove scorrazzano conigli e cinghiali, tanto da far infuriare i coltivatori locali, per i danni che provocano alle culture, la strada prosegue costeggiando il mare per arrivare su strade in terra battuta, si riprendere la strada asfaltata per Fertilia si attraversa il ponte di Fertilia e poi sulla spiaggia verso Alghero, per fermasi sotto gli ulivi rilassarsi e mettere qualcosa in pancia per noi e per i cavalli, un buon primo ottima carne di maialetto cotta al fuoco qualche verdura e del buon vino, non manca chi alle volte dal bere nel pomeriggio non riesce a salire a cavallo, con un piccolo aiuto lo si fa montare, il resto lo fa il cavallo perché capisce che il cavaliere e un po brillo, in compenso ci sono le mogli che al rientro guidano le auto. Il ricordo della ricca passeggiata rimane nella mente di molti, perché non spesso fanno escursioni di una giornata intera, o tutti i giorni montano a cavallo, la soddisfazione maggiore e che con pochi euro si fa un buon pasto all’aria aperta.